Galata Museo del mare: ‘Mare dentro. Alessio Gessati ed Ersoy Yilmaz’ Fino al 5 marzo rampe 4° piano

L’esposizione mette a confronto due personalità molto diverse tra loro per cultura, formazione e tipo di ricerca artistica, ma accomunate da una passione: il cinema. Da qui l’idea della curatrice Adelinda Allegretti di far lavorare Alessio Gessati ed Ersoy Yilmaz su quell’unico piano comune, chiedendo loro di realizzare delle apposite opere inedite. Il pubblico genovese, pertanto, ritrova nei lavori esposti il mare, concepito come iconografico trait d’union tra Italia e Turchia, in un continuo rimando tra scene famosissime desunte dal cinema internazionale di tutti i tempi e film d’autore, per palati più fini.

Il titolo della mostra, “Mare dentro”, prende spunto dall’omonimo film (Mar adentro) del 2004 diretto da Alejandro Amenábar. Per fare subito un confronto tra i due artisti: mentre Alessio Gessati ritrae il protagonista,  Ramón Sampedro interpretato da Javier Bardem, nel pieno della sua giovinezza e forza fisica, prima di quel tuffo che lo costringerà a letto per il resto della vita e creando pertanto il presupposto per la vera tematica del film, l’eutanasia,  Ersoy Yilmaz lo ritrae ormai maturo, sdraiato nel suo letto, mentre con la fantasia continua a godere delle onde marine. Sullo sfondo, come sempre nelle sue opere, un chiaro riferimento all’iconografia tradizionale turca, con la riproduzione di una classica scena di navigazione.

E così il confronto va avanti su film quali “Titanic”, “La tempesta perfetta”, “Master and commander”, “Lo squalo”, “Vita di Pi”, “Il vecchio e il mare”. Oltre a queste pellicole, ciascun artista ha poi selezionato, in base ai propri gusti personali, altri film da cui trarre ispirazione, quali “Point break”, “Castaway”, “Operazione sottoveste”, “Caccia a Ottobre Rosso”, “Ventimila leghe sotto i mari”, “Moby Dick”, “La maledizione della Prima Luna” per Alessio Gessati; “Il turista” con Angelina Jolie e Johnny Depp o “Storie di ordinaria follia” con la tanto amata Ornella Muti per Ersoy Yilmaz, attrice che molto spesso si sostituisce alle sue colleghe in scene desunte da film da lei mai interpretati, come un’icona senza tempo.

Alessio Gessati (Milano 1971), attraverso l’utilizzo del disegno, concepito come esercizio di studio e pratica imprescindibile del fare arte, presenta in mostra una trentina di lavori su carta, concepiti come veri e propri frames, frutto della sua passione per la ritrattistica, genere a cui è da sempre molto legato.

Ersoy Yilmaz (Ankara 1977), invece, a capo del Ceramic Department e Direttore del Fine Arts Instituion della Karatekin University in Çankiri, presenta oltre venti opere ceramiche di 40 centimetri di diametro, piatti di straordinario impatto visivo ed emotivo che il pubblico italiano difficilmente dimenticherà.

Una mostra adatta ad un pubblico di tutte le età, in cui la maestria del disegno rimane ben evidente e la tematica selezionata rende omaggio ad uno straordinario museo ed ad una città che del mare e dell’accoglienza di altri popoli ha fatto il suo punto di forza.

La curatrice

Adelinda Allegretti nasce a Roma nel 1969 e qui si laurea presso l’Università degli Studi “La Sapienza” in Storia comparata dell’arte dei paesi europei col Prof. Enzo Bilardello, affrontando una tesi di ricerca sul pittore italo-spagnolo Bartolomé Carducho, vissuto in Spagna a cavallo tra il 1500 ed il 1600.

Iscritta all’Ordine Nazionale dei Giornalisti, dal 1999 cura mostre in spazi pubblici e gallerie private, sia in Italia che all’estero. Nel 2004-2005 completa la sua formazione curatoriale frequentando il Master in “Organizzazione e Comunicazione delle Arti Visive” presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, dove torna nel 2007 in veste di Tutor del Master curatoriale in “Landscape Design”. Vive tra Roma e la provincia di Como.

Tra le principali mostre curate nel 2013:

  • – “A bridge across Europe”, Eduard Vilde Muuseum, Tallinn;
  • – “Skies. Nel blu dipnto di blu”, Latino Art Museum, Pomona, Los Angeles.

Prossimi progetti curatoriali:

  • – “Animal house”, Oxford Castle;
  • – Sigtuna Kulturgaard, Stoccolma.