Acquario di Genova

Race alla conquista del polo sud

Race. Alla conquista del Polo Sud racconta, a distanza di cento anni, una delle avventure più appassionanti nella storia delle esplorazioni antartiche. La mostra si concentra sulle sfide che i due leader, Roald Amundsen per la Norvegia e Robert Falcon Scott per la Gran Bretagna, si trovarono ad affrontare nei 2.900 chilometri che percorsero separatamente per compiere il viaggio di andata e ritorno dai margini della barriera di Ross al Polo Sud.

 

Ricostruzioni tridimensionali, fotografie, oggetti storici forniscono una rara prospettiva sulla corsa al Polo Sud

Grazie a ricostruzioni tridimensionali, riproduzioni, oggetti storici e materiale dell’epoca Race. Alla conquista del Polo Sud ricostruisce in maniera vivida la preparazione di Amundsen e Scott per i rispettivi viaggi polari. Alimentazione, resistenza umana, equipaggiamento, logistica e condizioni climatiche estreme tipiche dell’Antartide furono alcuni fra i molti fattori che ciascuna squadra dovette valutare, spesso disponendo di una quantità di informazioni di gran lunga insufficiente a evitare la tragedia e assicurare il trionfo. La mostra porta inoltre l’attenzione sulla moderna ricerca scientifica in Antartide e sul suo potenziale.

Fotografie, dipinti e rari manufatti storici sopravvissuti alle spedizioni trasportano i visitatori al centro delle esplorazioni e delle ricerche antartiche degli albori del secolo scorso. Tra gli oggetti più signficativi, abiti ed equipaggiamenti usati da entrambe le squadre durante il viaggio, modelli a grandezza naturale di parte dei campi base e un diorama che ricostruisce l’habitat della più grande specie di pinguini al mondo, il pinguino imperatore.

 

Attività pratiche e supporti interattivi mostrano le difficoltà incontrate durante il viaggio e illustrano le conoscenze scientifiche sul luogo più freddo della Terra

Diverse attività pratiche aiutano i visitatori di tutte le età a comprendere cosa significasse avventurarsi nel posto più freddo della Terra cento anni fa e cosa significhi effettuarvi ricerche scientifiche oggi. I visitatori possono scegliere una carta-personaggio raffigurante un membro di una delle squadre di esplorazione e, seguendo il percorso della mostra, scoprire indizi sulle esperienze vissute durante il viaggio verso il Polo Sud. Servendosi di supporti touch-screen, è possibile visionare fotografie, disegni e documenti relativi alle spedizioni e agli uomini che affiancarono Scott e Amundsen.

 

Le due spedizioni: progresso scientifico o corsa per la celebrità?

Roald Amundsen e Robert Falcon Scott volevano entrambi primeggiare, ma avevano due approcci diversi. Scott giocò la carta del progresso scientifico, mentre Amundsen sottolineò l’importanza di raggiungere il Polo per il prestigio internazionale della Norvegia. Nonostante la determinazione e sebbene non fossero nuovi alle spedizioni polari, le condizioni che dovettero affrontare in Antartide si rivelarono difficili persino per loro: quasi ogni giorno dovettero fronteggiare nuovi rischi e preoccupazioni. L’interesse esclusivo di Amundsen era vincere la sfida. La sua squadra antartica era composta soltanto da uomini con le capacità e la preparazione che potevano sostenerlo nel tentativo di realizzare il sogno di arrivare per primo a 90° sud. Non portò con sé né scienziati né giornalisti. Da attento pianificatore quale era, si rese conto che soltanto una corretta stima dei rischi da affrontare che lasciasse poco al caso avrebbe potuto garantire il successo. Anche Scott pianificò attentamente la propria spedizione polare, ma non lasciò margini di sicurezza sufficientemente ampi nelle aree critiche e, in generale, il suo approccio fu molto diverso. Nella speranza che la sua spedizione potesse rappresentare un trionfo dell’esplorazione, ma soprattutto un’espansione della conoscenza, il capitano inglese invitò alcuni scienziati a unirsi a lui: le osservazioni e i reperti raccolti durante la spedizione Terra Nova andarono a formare la base per la stesura di un’ampia quantità di opere scientifiche consultate ancora oggi.

 

La mostra Race to the End of the Earth è organizzata dall’American Museum of Natural History, New York, in collaborazione con Musée des Confluences, Lyon (France), Royal BC Museum, Victoria, British Columbia, (Canada). Con il generoso supporto di Eileen P. Bernard Exhibition Fund, Marshall P. and Rachael Levine, Drs. Harlan B. and Natasha Levine, Government of the United Kingdom, National Science Foundation (Grant No. ANT 0636639).

Il curatore della mostra Race to the End of the Earth, Ross D. E. MacPhee, sarà presente per l’inaugurazione della mostra a Genova il 15 ottobre.

La versione italiana Race. Alla conquista del Polo Sud è prodotta da Codice. Idee per la Cultura, con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Acquario di Genova, Costa Edutainment, Festival della Scienza, in collaborazione con Museo Nazionale dell’Antartide, Università di Genova, CNR, National Geographic Italia.

Genova, Palazzo Ducale
16 ottobre 2011 — 18 marzo 2012

Gratis con il biglietto dell’Acquario di Genova

INCONTRI, LETTURE TEATRALIZZATE, EVENTI SPECIALI: MOLTO PIÙ DI UNA SEMPLICE MOSTRA

Approfondimenti delle tematiche storiche e scientifiche proposte dalla mostra, incontri con grandi appassionati di montagna ed avventure estreme, un ciclo di conferenze dal titolo Come cambia la Terra con ricercatori e scienziati internazionali, collegamenti in diretta dalla base italiana al Polo Sud.

Questo e altro comporrà l’offerta del ricco calendario di eventi collaterali che accompagnerà tutto il periodo di permanenza della mostra a Genova.

Tra gli ospiti, il grande scalatore Reinhold Messner con una lectio inaugurale sulla sua avventura al Polo Sud, Luca Mercalli, Liv Arnensen, Giorgio Budillon e molti altri protagonisti internazionali della scienza e della ricerca.

Per gli appassionati di teatro, un percorso di visita drammatizzato, realizzato in collaborazione con la Scuola Holden.


Conferenza inaugurale
Sala del Maggior Consiglio, ingresso libero

15 ottobre 2011, ore 17.00
Reinhold Messner, 90° Sud, 90° Nord

 

Come cambia la Terra
Ciclo di incontri a cura di Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura
Sala del Maggior Consiglio, ingresso libero

22 febbraio 2012, 17:45
Mario Tozzi, Quando la Terra lancia segnali. Sguardi su un pianeta che continua a cambiare

29 febbraio 2012, 17:45
Luca Mercalli, Clima e scelte energetiche per il futuro

7 marzo 2012, 17:45
Giorgio Budillon, Seguendo le correnti oceaniche, termostati del clima terrestre

14 marzo 2012, 17:45
Francesco Cavalli Sforza, Cambiamenti biologici e cambiamenti ambientali

22 marzo 2012, 21:00
HOME. La nostra Terra
Proiezione del film documentario realizzato da Yann Arthus-Bertrand e prodotto da Luc Besson

 

I’m going south
Letture teatralizzate in collaborazione con Scuola Holden
Sottoporticato, ingresso con biglietto mostra
Interprete: Federica Cassini, Benedetto Bo
Testi: Emiliano Poddi
16, 22, 29 ottobre 2011, 19 novembre 2011, 17 dicembre 2011, 14 gennaio 2012, 18 febbraio 2012, 16:00